Lunedi - 25 Settembre 2017 - ore 20:37      
erbe officinali e i gemmoderivati

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Gemmoderivati

La gemmoterapia una metodica terapeutica basata sulla somministrazione di tessuti freschi vegetali allo stato embrionale, come gemme o giovani germogli, i cui principi attivi sono estratti mediante un solvente appropriato.

Negli anni ' 50, il medico belga Pol Henry si dedicato, per primo, allo studio siste- matico e alla sperimentazione dei gemmoderivati.
Egli infatti ha preconizzato l' uso di questi preparati basandosi sul presupposto che le piante, nel loro primo sviluppo, contengano sostanze con caratteristiche particolari sia per la qualità che per la quantità.

I suoi studi, in seguito, sono stati approfonditi, sia da un punto di vista clinico che da un punto di vista sperimentale, da studiosi francesi, tra cui ricordiamo: Martin,Paqua let, Netien, Tetau, Bergeret.

In particolare, al professor Netien dell' Università di Lione, si devono i severi controlli di laboratorio sui gemmoderivati e l' indagine per la ricerca e il dosaggio di alcuni principi attivi.

Sono stati evidenziati nei tessuti embrionali vegetali dei componenti come le auxine e le giberelline, dei fattori di crescita, degli enzimi, delle proteine e degli acidi nucleci (DNA, RNA). Infatti, sperimentalmente, si potuto constatare che molti principi attivi, contenuti in notevole quantità nelle gemme, si ritrovano, spesso, solo in tracce nelle parti adulte delle piante.

Le proprietà dei gemmoderivati hanno avuto un riscontro sia sperimentale che clinico. E' stato possibile, per esempio, evidenziare l' attività stimolante sul sistema reticolo-endoteliale da parte delle gemme di Betula pubescens, mediante test di Halpern. Questo test consente di rilevare l' attività di una sostanza sul sistema reticolo-endoteliale, misurando la velocità di riassorbimento di particelle di carbone colloidale fissate dalle cellule reticolo-endoteliali del ratto. Dopo la somministrazione di gemme di Betula pubescens la velocità di depurazione del sangue nei ratti aumenta del 37%.

Un altro studio ha messo in evidenza la diversa composizione chimica delle gemme di Ribes nigrum nei confronti delle foglie della pianta adulta. Si in tal modo dimostra- to che le gemme sono molto più ricche in aminoacidi, vitamina C ed eterosidi. Si potuto stabilire che le gemme di Ribes nigrum sono dotate di un' azione stimolante sulla corteccia delle ghiandole surrenali e manifestano un' azione inibitrice sui pro- cessi infiammatori (test di resistenza al freddo, test dell' edema plantare con formo- lo, test di Burcek).

Un altro studio ha dimostrato che il gemmoderivato ottenuto da Tilia tomentosa potenzia del 20 % l' attività del Thiopental. La somministrazione contemporanea di Tilia tomentosa in topi cui stato somministrato Pentobarbital a dosi ipnotiche, raddoppia la durata del sonno.

I PREPARATI

La preparazione dei gemmoderivati ben definita nella monografia "Preparazioni omeopatiche" riportata nella Farmacopea Francese del 1965. In essa sono speci- ficate le parti vegetali che devono essere utilizzate: gemme, giovani getti (gemme appena schiuse), giovani radici, scorza delle radici, semi e, meno frequentemente, scorza dei giovani fusti

Le parti vegetali, raccolte nel loro tempo balsamico, solitamente all' inizio della primavera, sono sottoposte, allo stato fresco, a ripulitura, triturazione,determi- nazione del grado di umidità ed infine a macerazione.

Su un campione del vegetale appena raccolto si determina il peso disidratato ponendolo in stufa a 105° e lasciandolo fino al raggiungimento del peso costante.
Il materiale vegetale viene poi posto a macerare per 21 giorni in una miscela di alcol e glicerina, la cui quantità calcolata in modo da ottenere un prodotto finale che corrisponde a 20 volte il peso della materia prima riportata allo stato secco.
Si procede ad una decantazione seguita da una filtrazione sotto pressione costante. A questa operazione si fa seguire un riposo del filtrato per 48 ore ed un' ulteriore filtrazione.Si ottiene così il macerato glicerico (M.G.) di base dal quale con opportuna diluizione si otterrà il prodotto pronto per l' uso.

La diluizione richiesta per gemmoderivati alla prima decimale hahnemanniana (1 DH): ciò sta ad indicare che una parte del preparato di base viene diluita con 9 parti di una miscela contenente 50 parti in peso di glicerina, 30 parti di alcol e 20 parti di acqua.

POSOLOGIA

La prescrizione corretta in gemmoterapia prevede il nome del gemmoderivato in latino, seguito dalla sigla M.G. (macerato glicerico) 1 DH (prima decimale

In generale i gemmoterapici vanno diluiti in un po' d' acqua minerale naturale e lasciati in bocca per un minuto circa, prima di essere deglutiti, al fine di assicurare il massimo assorbimento per via perlinguale. Qualche Autore consiglia di riscaldare l' acqua in modo di attivare il preparato e facilitarne l' assorbimento.

In generale si consiglia la somministrazione del gemmoderivato un quarto d' ora prima del pasto.
In gemmoterapia la prescrizione di Ribes nigrum pressoché sistematica, a motivo della sua attività sinergizzante favorevole nei confronti di altri gemmoderivati ad attività più specifica.

Talvolta utile ricorrere alla somministrazione di tipo sequenziale, passando da un fitocomplesso ad un altro in tempi successivi. Per esempio nel trattamento del reumatismo degenerativo possibile prescrivere Ribes nigrum M.G. 1 DH per il primo mese; Pinus montana M.G. 1 DH nel secondo mese e linfa di betulla 1 DH, nel terzo mese di terapia.

E' preferibile la prescrizione di fitocomplessi singoli o in associazione, ma non nella

stessa somministrazione (flaconi separati).
Quando si associano più gemmoterapici opportuno sceglierli in base al loro meccanismo d' azione complementare.

Bibliografia : Dizionario Enciclopedico di Omeopatia e Bioterapia  Ivo Bianchi Luis Pommier ed Nuova  Ipsa

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